Menu Chiudi

Pensieri e opinioni a voce alta ~ Lavoratori e Pensionati

image_pdfimage_print

Volevamo ritrovarci, ma non si può e allora?

Ci siamo scambiati dei pensieri e delle opinioni raccolte tra lavoratori, pensionati.

di Luigi CHIARI

E’ paradossale che, nonostante le norme tassative emanate dal governo della Repubblica, di intesa con le regioni, sul dovere di vaccinare in via del tutto prioritaria e in tempi brevi le persone maggiormente a rischio, gli anziani, i soggetti certificati “fragili”, più disposti alla contrazione del terribile male, sono stati subdolamente vaccinati persone giovani e non rientranti nel programma sancito, per le quali non sussistevano, né sussistano ragioni di natura igienico-salutare, di presunta occasione di contagio, per l’ammissione alla vaccinazione, già beneficiata, a scapito, dunque, degli aventi diritto.

Questa preferenza accordata a soggetti non contemplati dal piano, non autorizzati, registratasi, purtroppo anche nella nostra regione di residenza, la Lombardia, oltre che paradossale, è disonorevole e vergognosa, giacché, ancora ad oggi, anziani e persone fragili sono in chirurgia intensiva, privati anzitempo del vaccino.

E’ indubbio che l’onta ricade su coloro che cinici ne hanno approfittato, consapevoli di non averne diritto, brigando per vaccinarsi, esibendo le solite credenziali di essere autorevoli e “ amici degli amici che contano”, di più, però, sono da vituperare e punire i responsabili, che hanno permesso questa ignominia, a partire dai politici, da coloro che avrebbero dovuto vigilare sulla corretta attuazione del programma di vaccinazione.

Dinanzi a quanto accaduto e denunciato, sorge spontaneo lo scoraggiarsi, ma non possiamo permettercelo per motivi validi e ineludibili, di cui sintetizziamo alcuni.

Stiamo fronteggiando un’esperienza, che non ha riscontro nella nostra Repubblica, una pandemia, la quale miete vittime, mettendo in crisi il sistema sanitaria, alla cui impreparazione e inefficienza strutturale, per avere la politica privilegiato il privato a danno della sanità pubblica, hanno corrisposto tutti i lavoratori del settore con encomiabile dedizione, al limite dell’estremo sacrificio per molti.

Nel corso di questa tragedia con ospedali, ricovero di terapie intensive, utilizzando ogni ambiente e ogni locale disponibile per soccorrere l’affluenza degli infermi, nel mezzo di una campagna di tamponi e in procinto della campagna vaccinale da pianificare, reperendo i vaccini, poi, stentata in alcune regioni, perfino disattendendo le priorità, è entrato in crisi irresponsabilmente il governo, mentre gli organi istituzionale europei erano intenti a fornirci i mezzi finanziari di enormi proporzioni, per affrontare la questione sanitaria e economica. Dobbiamo essere grati al presidente della Repubblica, al Presidente On. Sergio Mattarella, alla saggezza e alla lungimiranza di questa Persona, che ha indotto le forze politiche a mettere da parte gli interessi partitici, a sospendere le loro legittime rivendicazioni , per dare vita all’istituzione di un governo, in grado di affrontare questa emergenza. Dalla valutazione delle personalità, che meglio avrebbero potuto corrispondere ai problemi, che ci attanagliano, il Presidente ha scelto un economista, un accademico, un dirigente di fama, per essere stato di recente a capo della banca centrale europea, Mario Draghi, stimato in ogni continente, per il lavoro compiuto con oculata politica bancaria di sostegno ai Paesi in difficoltà, in particolare, al nostro, afflitto da un annuale incalcolabile debito pubblico e da crisi economica grave.

Quasi tutte le forze politiche hanno consentito la formazione di una compagine governativa, capeggiata da Mario Draghi, che ha un merito ineccepibile: non professionista della politica, ha esordito ascoltando le parti sociali, sindacati, imprenditori, associazioni categoriali e del volontariato, ma , soprattutto, si è appellato alla sede preminente della democrazia, al Parlamento della Repubblica, perciò, ben dirsi , ha il sostegno di tutti noi, dell’opinione pubblica, nel contempo, ha invitato i partiti, affinché la dialettica politica non degenerasse nello scontro in questo delicato momento, in cui l’unione, la moderazione, il consenso, il ragionamento sono essenziali, per approntare un piano di interventi, che scongiuri, riduca fino all’estinzione gli effetti catastrofici della pandemia e ci si indirizzi alla coltura economica, iniziando con le iniziali forme di sostegno alle piccole e medie imprese, coi ristori alle piccole aziende, ossia, di esigue unità organiche, con incentivi ad un mondo di artigiani in difficoltà, ad una platea di operatori di attività sull’orlo dell’estinzione; tutto un mondo di lavoro, fatto di persone, gestori con i quali siamo quotidianamente a contatto, semplici gestori di bar, panettieri, ristoratori, di cui ascoltiamo letteralmente le pene e le sofferenze per l’inattività coatta e i mancati introiti, ma, in specie, rimaniamo impressionati da coloro che hanno perduto il lavoro e sono privi di sostentamento. Siamo costretti a rammaricarci, a prendere atto di famiglie, che ormai a stento si sostengono grazie all’ultimo legame rimasto: al nonno e alla sua modesta pensione ; sono le pensioni, che riescono, talvolta, ad impedire l’estremo atto di chi si avvede di essere sull’orlo del fallimento, di chi è impossibilitato a retribuire i suoi operai.

Dobbiamo reagire a questa situazione, non essere scoraggiati vittime svigorite dall’impotenza e dalla rassegnazione; dobbiamo essere animati da corroborata volontà di ripresa, perché siamo un popolo laborioso: reattività , inventiva e capacità sono i requisiti che possediamo per uscire dalla crisi.

Dobbiamo riprendere la nostra salute, aiutando tutti a riprenderla, dobbiamo vaccinarci, ottemperando alle regole, solidarizzando e stando vicini a chi soffre, ai disabili, a chi vive da solo, agli anziani indigenti e agli anziani non autosufficienti: mezzi e solidarietà concreti, ma erogati subito, immediati e senza il balletto ignobile del vanto da parte di questo o quel partito, da parte di questo o quel leader, i quali, essi stessi, si sono dimessi….dalla politica.

Abbiamo l’onere di impegnare al meglio le risorse del governo concesse, imboccarci le maniche, confezionare quei prodotti di qualità, vanto da protagonisti sul mercato mondiale, non farci imbrigliare dalla concorrenza.

La ripresa, dunque, adoperandoci, comporti e agevoli le nostre esportazioni e favorisca il commercio; dobbiamo riappropriarci del consenso all’estero in quei settori produttivi, di cui siamo l’eccellenza e il talento, unitamente alla domanda interna da ripristinare con provvedimenti adeguati, ad iniziare dall’oppressiva fiscalità, dalla semplificazione burocratica e alla lotta a corruzione, lavoro sommerso e evasione contributiva, previdenziale e assistenziale, con la disponibilità di tutte le maestranze del pubblico impiego; rimettiamo in piedi il mondo del lavoro, recuperando all’attività, al giusto salario il lavoratore disoccupato, e all’onesto profitto l’imprenditore, che assume.

Di contributo a questa ripresa è il nostro sindacato. La U. I. L., ad ogni livello categoriale e ad ogni latitudine territoriale, ovunque, dalle efficaci iniziative, colme di rivendicazioni progettuali di tempestivo beneficio esecutivo, assunte dal nostro segretario generale Pierpaolo Bombardieri, perché si risollevi il mondo del lavoro , ai fattivi comportamenti di tutti noi operatori, custodi e promotori di tutele, erogatori senza lucro di servizi, CAF e ITAL, all’associazione vicina e solidale col mondo degli anziani, A.D.A., e all’A.D.O.C., ligia a castigare i soprusi a danno dei consumatori.

Siamo impegnati, dunque, su due fronti, da un lato, a dare una risposta reale ai problemi, ai bisogni della singola persona e della collettività, dall’altro, forse più impegnativo, a risollevare il morale di chi pandemia e carenza di lavoro hanno reso sofferente, di chi ci chiede di manifestare l’essenza del nostro essere UIL, ovvero, la fraternità, cui è insita la solidarietà, fin dalla sua stessa costituzione nostra ragione di vita sindacale. E la nostra storia ci estranea della retorica!

Noi, UIL e UIL-Trasporti di Monza, in prima linea, disponibili ad evitare ogni passività nel nostro Paese, a favorire ogni comunicazione e con le nostre energie siamo di concorso alla ripresa, senza remore, di esempio per tutti.

Torna su